Djidjack Djidjack

Le Sénégal

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Villaggio di vacanze
Une altra maniera di incontrare l'Africa

Storia del Baobab sacro di Djidjack

Ecco la storia che mi é capitata attorno all'albero sacro"Djidjack" e degli spiriti di Palmarin.

Primo contatto con l'albero sacro e le libazioni.

Nel settembre 2000, ho cominciato le azioni per comprare un terreno sul quale  volevamo construire,  in famiglia, un villaggio di vacanze. A quel momento ho incontrato un vecchio uomo pensionato , Nicolas Backoum ch mi ha apportato aiuto e consiglio.

Ho fatto la mia scelta di terreno con lui e dato il nome al futuro villaggio di vacanze   « Maafir », che significa lotta in Serere, lingua dell'etnia dominante della regione. La significazione "lotta" é da prendere nel senso del cammino iniziatico, cioé  del cammino per diventare un uomo

Sempre in questo periodo ho avuto il primo contatto con il mondo degli spiriti. In settembre, le notti sono calde e umide. Alloggiavo al campamento  del villaggio "Sessene" a Palmarin Ngallou. Non potendo dormire, sono andato a passeggiare albordo dell'oceano, sotto un cielo di sogno, riempito di stelle....
Arrivando al relitto del batello( che avevo marcato di una croce aulle carte dello stato maggiore che avevo consultato nelle mia cucina a Yverdon, alla ricerca di un buon terrreno...) ho sentito distintamente che qualcuno mi chiamava  con una voce cavernosa a 3 o 4 riprese:
« Jean-Paul … Jean-Paul …. »
Ho scrutato la notte cercando la provenienza degli appelli e non ho trovato niente. Ho pensatod'aver avuto un'allucinazione dovuta alla fatica e al calore. Sono ritornato al campamentoi
L'indomani avevo dimenticato questa esperienza. Il calore era sempre così difficile da vivere nelle piccole case de campamento, et la sera versa le  ore 23 sono ripartito in passeggiata sulla spiaggia.La stessa scena si é ripetuta. Questa volta ero spaventato e sono ritornato al campamento in fretta.
Due giorni più tardi ho spiegato la mia disavventura à Nicolas.

La sua risposta mi ha lasciato di sasso.

-"Sai, quando ci capita non ci giriamo e filiamo diritti"
- Come? Ma che cosa vuol dire?

Dopo un attimo d'esitazione, Nicolas mi risponde:

Capisci, gli spiriti, la notte vanno a fare il bagno, passeggiano in famiglia e non ti conoscono, li disturbi. Gli fai paura e allora ti fanno paura anche loro.
-
- E cosa dovrei fare per che mi riconoscano et qu non li spaventi più.
- Se vuoi, faremo le lîbazioni al mio albero sacro così che  i miei antenati  possano avvertie tuuti gli altri qu vieni a installarti a Palamrin con la tua famiglia e che sei una persona buona .

E é quaello cha abbiamo fatto. Ho comprato una bottiglia di gin,Nicolas il miglio e il latte e ho partecipato alle offerte e alle preghiere all'albero  sacro di Nicolas , con mia moglie che mi aveva raggiunto.

E la prima volta che abbiamo assistito a delle libazioni.
Nicolas mi ha spiegato  che i Serere credono che tra il mondo dei morti e quello dei viventi non ci sia una separazione marcata, ma che é possibile  trovare dei ponti, delle porte,  gli alberi sacri hanno questa fonzione di legame.

Rientrato in Svizzera, a Yverdon siamo rimasti in contatto continuo  con Nicolas al quale avevamo lasciato un portabile con abonnamento Télécom.

Il nome di Djidjack e la scelta dell'albero.

Durante questo periodo Nicolas mi ha domandato di cambiare il nome del campamento. Per lui il termine "Maafir" sulignava troppo l'aspetto lotta e le difficoltà per acquistare il terreno. Diffatti, una parte del terreno era desiderata  da un'altro acqirente "Toubab" che aveva dato luogo ad una lotta co tra i due intermediari Serere.


E dunque per telefono che Nicolas mi proposaa il nome di "Djidjack Selbe Faye" come nome per il campamento.Alle mie domande sul senso di questo nome, Nicolas mi rispose che si trattava di un uomo celebre presso i Serere, il quale nome porta fla felicità. L'argomento di Nicolas mi convinse e accettai il cambiamento
Ma riempito  delle mie certezze di gestione dell'epoca, misi la condizione di ottenere un documento dei discendenti della famiglia che mi autorizasse a utilizzare il nome a fini commerciali.

Qualche tempo dopo, h ricevuto un documento manuscritto, firmato dalla famiglia, autorizzandomi a impiegare il nome di "Djidjack Selbe Faye" per il mio campamento.

Nicolas mi fece sapere ugualmente che dovrei fare le libazioni con la famiglia Djidjack, portando una buona bottiglia di vino, per ringraziarli, al mio ritorno in Senegal. Ciô che accettai, basandomi sull'esperienza precedente.

Il primo novembre 2001 siamo scesi dall'aereo e il 13  dello stesso mese  i lavori di construzione a Palmarin.

Alla primavera seguente abbiamo fatto una visita alla famiglia Djidjack, al villaggio di Djilor.
A questa prima visita  siamo stati molto ben accolti e abbiamo ricevut altri dettagli sul personnaggio e la leggenda di Djidjack.

Era principe nel regno del Sine. Ha fondato con due famiglie Palamarinesi, il villaggio di Djilor 470 anni fa. Scelse sua moglie a Palmarin. Era già sposata e portava  il nome delle "migliore" .  Offerse un'importante dote e il marito glie la cedette in sposa
Djidjack, principe guerriero fu chaimato dai re  per combattere i suoi nemici. Si dice che DJIDJACK partit in guerra, parti da solo sul suo cavallo, e allargando le sue braccia ogni albero che incrociava si trasformava in cavaliere....Parti in guerra e fu vincitore. Ma il re dimenticò le ricompense  promesse in caso di vittoria...Allora l'aridità s'installa su tutto il regno. i consiglieri del regno gli domandarono di richaimare Djidjack. E la pioggia ritornò

La storia dice che Djidjack, oltre aisuoi doni di guerriere, sapeva guarire e ritenere la pioggia....
Alla fine della sua vita, colui che divenne un " grande antenato" disse ai suoi discendenti:

"La dove troverete le mie scarpe, sono partito e non troverete il mio corpo"
Disse ancora:

"E da questo posto che dovete rendermi un culto"

E disse ugualmente:

" Se fate precedere il mio nome da quello di Dio, esaudirò le vostre preghiere, ma non dovrete mai invocare il mio nome per fare del male..."


La leggenda afferma che non é mai morto....

I discendenti della famiglia DjidjackIls ci hanno invitati sull'albero sacro di Djidjack ed é a questo momento che abbiamo avuto coscienza dell'onore che ci avevano fatto.

Era un sabato e fummo invitati, mia moglie, mia figlia Mickaela Nicolas ed io alle libazioni di lunedi mattina seguente, portando del vino per l'albero, della birra della coca, della cola e delle caramelle per i vecchi del villaggio presenti.


Sorpresa, lunedi, non era la famiglia, ma circa duecento cinquanta persone erano presenti!!!
Dopo una cerimonia di purificazione, siamo invitati sull'alberoCredevoassistere a delle libazioni come con Nicolas. Ma il servante dell'albero mi domandò di cominciare la preghiera. "come vieni per la prima volta comincia la preghiera...
Intenso momento di esitazione - non ho mai indirizzato una preghiera per l'intermediario di un baobab a un "Gran Antenato" e ancora meno ad alta voce  davanti a molta gente, poi ho cominciato dicendomi interiormenete che facevo una preghiera come in chiesa...
Nella mia domanda all'albero, o inoltre domandato:

"Sono un vecchio "Toubab", ho vissuto bambino in Senegal, moriro forse in Senegal, m aiutami, Djidjack , ad avere il mio albero sacro. Pensavo in questo istante ai miei antenati...La cerimonia ha continuato, altri hanno pregato, abbiamo offerto il vino, il miglio e il latte.

Queste libazioni furono un istante di vita estraordinario, pieno di calore, di rispetto e di armonia.
Siamo usciti dall'incinta dell'albero sacro, commossi.


Avevo riservato un taxi perché gli anziani della famiglia Djidjack potessero venire vedere il camapamento che porta il loro nome"Djidjack". Sono venuti nel pomeriggio.

Hanno portato con loro la sabbia e la "calebasse" sacri. E ho capito che si erano indirizzati allo spirito Djidjack e che quest'ultimo aveva dato il suo accordo per la consacrazione di un albero nel campamento.Gli anziani hanno fatto il transferimento dell'albero madre di Djilor  al campamento Djidjack a Palmarin. Da quel momento, ogni lunedi servo l'alberosacro del campamento e offro il vino rosso per lo spirito di sangue dell'albero  che é Djidjack.

Ci sono degli anedotti intorno all'albero, divertenti come quello del 4*4 che rifiutava di partire e che dopo diverse ore di sforzi infruttuosi, su un sorriso dell'albero, consente  a mettersi in mooto  e piùdifficili con delle forti manifestazioni  quando una famiglia é minacciata.


L'albero é protetto e ci protegge. E il simbolo dello spirito dell' anziano che ha fatto il voto di proteggere tutti i suoi.

 

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